18
I sacerdoti leviti, tutta la tribù di Levi, non avranno parte né eredità
insieme con Israele; vivranno dei sacrifici consumati dal fuoco per il
Signore, e della sua eredità. Non avranno alcuna eredità tra i loro
fratelli; il Signore è la loro eredità, come ha loro promesso. Questo
sarà il diritto dei sacerdoti sul popolo, su quelli che offriranno come
sacrificio un capo di bestiame grosso o minuto: essi daranno al
sacerdote la spalla, le due mascelle e lo stomaco. Gli darai le primizie
del tuo frumento, del tuo mosto e del tuo olio e le primizie della
tosatura delle tue pecore; perché il Signore tuo Dio l'ha scelto fra
tutte le tue tribù, affinché attenda al servizio del nome del Signore,
lui e i suoi figli sempre. Se un levita, abbandonando qualunque città
dove soggiorna in Israele, verrà, seguendo il suo desiderio, al luogo
che il Signore avrà scelto e farà il servizio nel nome del Signore tuo
Dio, come tutti i suoi fratelli leviti che stanno là davanti al Signore,
egli riceverà per il suo mantenimento una parte uguale a quella degli
altri, senza contare il ricavo dalla vendita della sua casa paterna.
Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non
imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano. Non si
trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo
figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o
l'augurio o la magia; nè chi faccia incantesimi, né chi consulti gli
spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa
queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il
Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te. Tu sarai
irreprensibile verso il Signore tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu
vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma
quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio.
Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli,
un profeta pari a me; a lui darete ascolto. Avrai così quanto hai
chiesto al Signore tuo Dio, sull'Oreb, il giorno dell'assemblea,
dicendo: Che io non oda più la voce del Signore mio Dio e non veda più
questo grande fuoco, perché non muoia. Il Signore mi rispose: Quello che
hanno detto, va bene; io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro
fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io
gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole, che egli dirà in mio
nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione
di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che
parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire. Se tu pensi:
Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detta? Quando il
profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si
realizzerà, quella parola non l'ha detta il Signore; l'ha detta il
profeta per presunzione; di lui non devi aver paura.
19

Quando il Signore tuo Dio avrà distrutto le nazioni delle quali egli ti
dà il paese e tu prenderai il loro posto e abiterai nelle loro città e
nelle loro case, ti sceglierai tre città, nella terra della quale il
Signore tuo Dio ti dà il possesso. Preparerai strade e dividerai in tre
parti il territorio del paese che il Signore tuo Dio ti dà in eredità,
perché ogni omicida si possa rifugiare in quella città. Ecco in qual
caso l'omicida che vi si rifugerà avrà salva la vita: chiunque avrà
ucciso il suo prossimo involontariamente, senza che l'abbia odiato
prima, come quando uno va al bosco con il suo compagno a tagliare la
legna e, mentre la mano afferra la scure per abbattere l'albero, il
ferro gli sfugge dal manico e colpisce il compagno così che ne muoia,
colui si rifugerà in una di queste città e avrà salva la vita;
altrimenti il vendicatore del sangue, mentre l'ira gli arde in cuore,
potrebbe inseguire l'omicida e, qualora sia lungo il cammino, potrebbe
raggiungerlo e colpirlo a morte, mentre quegli non meritava, perché
prima non aveva odiato il compagno. Ti dò dunque questo ordine: Scegliti
tre città. Se il Signore tuo Dio allargherà i tuoi confini, come ha
giurato ai tuoi padri, e ti darà tutto il paese che ha promesso di dare
ai tuoi padri, se osserverai tutti questi comandi che oggi ti dò, amando
il Signore tuo Dio e camminando sempre secondo le sue vie, allora
aggiungerai tre altre città alle prime tre, perché non si sparga sangue
innocente nel paese che il Signore tuo Dio ti dà in eredità e tu non ti
renda colpevole del sangue versato. Ma se un uomo odia il suo prossimo,
gli tende insidie, l'assale, lo percuote in modo da farlo morire e poi
si rifugia in una di quelle città, gli anziani della sua città lo
manderanno a prendere di là e lo consegneranno nelle mani del
vendicatore del sangue perché sia messo a morte. L'occhio tuo non lo
compianga; toglierai da Israele il sangue innocente e così sarai felice.
Non sposterai i confini del tuo vicino, posti dai tuoi antenati,
nell'eredità che ti sarà toccata nel paese che il Signore tuo Dio ti dà
in possesso.

Un solo testimonio non avrà valore contro alcuno, per qualsiasi colpa e
per qualsiasi peccato; qualunque peccato questi abbia commesso, il fatto
dovrà essere stabilito sulla parola di due o di tre testimoni. Qualora
un testimonio iniquo si alzi contro qualcuno per accusarlo di
ribellione, i due uomini fra i quali ha luogo la causa compariranno
davanti al Signore, davanti ai sacerdoti e ai giudici in carica in quei
giorni. I giudici indagheranno con diligenza e, se quel testimonio
risulta falso perché ha deposto il falso contro il suo fratello, farete
a lui quello che egli aveva pensato di fare al suo fratello. Così
estirperai il male di mezzo a te. Gli altri lo verranno a sapere e ne
avranno paura e non commetteranno più in mezzo a te una tale azione
malvagia.
Il tuo occhio non avrà compassione: vita per vita, occhio per occhio,
dente per dente, mano per mano, piede per piede.
20
Quando andrai in guerra contro i tuoi nemici e vedrai cavalli e carri e
forze superiori a te, non li temere, perché è con te il Signore tuo Dio,
che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto. Quando sarete vicini alla
battaglia, il sacerdote si farà avanti, parlerà al popolo e gli dirà:
Ascolta, Israele! Voi oggi siete prossimi a dar battaglia ai vostri
nemici; il vostro cuore non venga meno; non temete, non vi smarrite e
non vi spaventate dinanzi a loro, perché il Signore vostro Dio cammina
con voi per combattere per voi contro i vostri nemici e per salvarvi. I
capi diranno al popolo: C'è qualcuno che abbia costruito una casa nuova
e non l'abbia ancora inaugurata? Vada, torni a casa, perché non muoia in
battaglia e altri inauguri la casa. C'è qualcuno che abbia piantato una
vigna e non ne abbia ancora goduto il frutto? Vada, torni a casa, perché
non muoia in battaglia e altri ne goda il frutto. C'è qualcuno che si
sia fidanzato con una donna e non l'abbia ancora sposata? Vada, torni a
casa, perché non muoia in battaglia e altri la sposi. I capi
aggiungeranno al popolo: C'è qualcuno che abbia paura e cui venga meno
il coraggio? Vada, torni a casa, perché il coraggio dei suoi fratelli
non venga a mancare come il suo. Quando i capi avranno finito di parlare
al popolo, costituiranno i comandanti delle schiere alla testa del
popolo.
Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla, le offrirai prima la
pace. Se accetta la pace e ti apre le sue porte, tutto il popolo che vi
si troverà ti sarà tributario e ti servirà. Ma se non vuol far pace con
te e vorrà la guerra, allora l'assedierai. Quando il Signore tuo Dio
l'avrà data nelle tue mani, ne colpirai a fil di spada tutti i maschi;
ma le donne, i bambini, il bestiame e quanto sarà nella città, tutto il
suo bottino, li prenderai come tua preda; mangerai il bottino dei tuoi
nemici, che il Signore tuo Dio ti avrà dato. Così farai per tutte le
città che sono molto lontane da te e che non sono città di queste
nazioni.
Soltanto nelle città di questi popoli che il Signore tuo Dio ti dà in
eredità, non lascerai in vita alcun essere che respiri; ma li voterai
allo sterminio: cioè gli Hittiti, gli Amorrei, i Cananei, i Perizziti,
gli Evei e i Gebusei, come il Signore tuo Dio ti ha comandato di fare,
perché essi non v'insegnino a commettere tutti gli abomini che fanno per
i loro dèi e voi non pecchiate contro il Signore vostro Dio.
Quando cingerai d'assedio una città per lungo tempo, per espugnarla e
conquistarla, non ne distruggerai gli alberi colpendoli con la scure; ne
mangerai il frutto, ma non li taglierai, perché l'albero della campagna
è forse un uomo, per essere coinvolto nell'assedio? Soltanto potrai
distruggere e recidere gli alberi che saprai non essere alberi da
frutto, per costruire opere d'assedio contro la città che è in guerra
con te, finché non sia caduta.
21
Se nel paese di cui il Signore tuo Dio sta per darti il possesso, si
troverà un uomo ucciso, disteso nella campagna, senza che si sappia chi
l'abbia ucciso, i tuoi anziani e i tuoi giudici usciranno e misureranno
la distanza fra l'ucciso e le città dei dintorni. Allora gli anziani
della città più vicina all'ucciso prenderanno una giovenca che non abbia
ancora lavorato né portato il giogo; gli anziani di quella città faranno
scendere la giovenca presso un corso di acqua corrente, in luogo dove
non si lavora e non si semina e là spezzeranno la nuca alla giovenca. Si
avvicineranno poi i sacerdoti, figli di Levi, poiché il Signore tuo Dio
li ha scelti per servirlo e per dare la benedizione nel nome del Signore
e la loro parola dovrà decidere ogni controversia e ogni caso di
lesione. Allora tutti gli anziani di quella città che sono più vicini al
cadavere, si laveranno le mani sulla giovenca a cui sarà stata spezzata
la nuca nel torrente; prendendo la parola diranno: Le nostre mani non
hanno sparso questo sangue e i nostri occhi non l'hanno visto spargere.
Signore, perdona al tuo popolo Israele, che tu hai redento, e non
lasciar sussistere un sangue innocente in mezzo al tuo popolo Israele!
Quel sangue sparso resterà per essi espiato. Così tu toglierai da te il
sangue innocente, perché avrai fatto ciò che è retto agli occhi del
Signore.
Se andrai in guerra contro i tuoi nemici e il Signore tuo Dio te li avrà
messi nelle mani e tu avrai fatto prigionieri, se vedrai tra i
prigionieri una donna bella d'aspetto e ti sentirai legato a lei tanto
da volerla prendere in moglie, te la condurrai a casa. Essa si raderà il
capo, si taglierà le unghie, si leverà la veste che portava quando fu
presa, dimorerà in casa tua e piangerà suo padre e sua madre per un mese
intero; dopo, potrai accostarti a lei e comportarti da marito verso di
lei e sarà tua moglie. Se in seguito non ti sentissi più di amarla, la
lascerai andare a suo piacere, ma non potrai assolutamente venderla per
denaro né trattarla come una schiava, per il fatto che tu l'hai
disonorata.
Se un uomo avrà due mogli, l'una amata e l'altra odiosa, e tanto l'amata
quanto l'odiosa gli avranno procreato figli, se il primogenito è il
figlio dell'odiosa, quando dividerà tra i suoi figli i beni che
possiede, non potrà dare il diritto di primogenito al figlio dell'amata,
preferendolo al figlio dell'odiosa, che è il primogenito; ma riconoscerà
come primogenito il figlio dell'odiosa, dandogli il doppio di quello che
possiede; poiché egli è la primizia del suo vigore e a lui appartiene il
diritto di primogenitura.
Se un uomo avrà un figlio testardo e ribelle che non obbedisce alla voce
né di suo padre né di sua madre e, benché l'abbiano castigato, non dà
loro retta, suo padre e sua madre lo prenderanno e lo condurranno dagli
anziani della città, alla porta del luogo dove abita, e diranno agli
anziani della città: Questo nostro figlio è testardo e ribelle; non
vuole obbedire alla nostra voce, è uno sfrenato e un bevitore. Allora
tutti gli uomini della sua città lo lapideranno ed egli morirà; così
estirperai da te il male e tutto Israele lo saprà e avrà timore.
Se un uomo avrà commesso un delitto degno di morte e tu l'avrai messo a
morte e appeso a un albero, il suo cadavere non dovrà rimanere tutta la
notte sull'albero, ma lo seppellirai lo stesso giorno, perché l'appeso è
una maledizione di Dio e tu non contaminerai il paese che il Signore tuo
Dio ti dà in eredità.
22
Se vedi smarriti un bue o una pecora di tuo fratello, tu non devi
fingere di non averli scorti, ma avrai cura di ricondurli a tuo
fratello. Se tuo fratello non abita vicino a te e non lo conosci,
accoglierai l'animale in casa tua: rimarrà da te finché tuo fratello non
ne faccia ricerca e allora glielo renderai. Lo stesso farai del suo
asino, lo stesso della sua veste, lo stesso di qualunque altro oggetto
che tuo fratello abbia perduto e che tu trovi; tu non fingerai di non
averli scorti. Se vedi l'asino del tuo fratello o il suo bue caduto
nella strada, tu non fingerai di non averli scorti, ma insieme con lui
li farai rialzare.
La donna non si metterà un indumento da uomo né l'uomo indosserà una
veste da donna; perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore
tuo Dio.
Quando, cammin facendo, troverai sopra un albero o per terra un nido
d'uccelli con uccellini o uova e la madre che sta per covare gli
uccellini o le uova, non prenderai la madre sui figli; ma scacciandola,
lascia andar la madre e prendi per te i figli, perché tu sia felice e
goda lunga vita.
Quando costruirai una casa nuova, farai un parapetto intorno alla tua
terrazza, per non attirare sulla tua casa la vendetta del sangue,
qualora uno cada di là.
Non seminerai nella tua vigna semi di due specie diverse, perché
altrimenti tutto il prodotto di ciò che avrai seminato e la rendita
della vigna diventerà cosa consacrata. Non devi arare con un bue e un
asino aggiogati assieme. Non ti vestirai con un tessuto misto, fatto di
lana e di lino insieme.
Metterai fiocchi alle quattro estremità del mantello con cui ti copri.
Se un uomo sposa una donna e, dopo aver coabitato con lei, la prende in
odio, le attribuisce azioni scandalose e diffonde sul suo conto una fama
cattiva, dicendo: Ho preso questa donna, ma quando mi sono accostato a
lei non l'ho trovata in stato di verginità, il padre e la madre della
giovane prenderanno i segni della verginità della giovane e li
presenteranno agli anziani della città, alla porta. Il padre della
giovane dirà agli anziani: Ho dato mia figlia in moglie a quest'uomo;
egli l'ha presa in odio ed ecco le attribuisce azioni scandalose,
dicendo: Non ho trovato tua figlia in stato di verginità; ebbene, questi
sono i segni della verginità di mia figlia, e spiegheranno il panno
davanti agli anziani della città. Allora gli anziani di quella città
prenderanno il marito e lo castigheranno e gli imporranno un'ammenda di
cento sicli d'argento, che daranno al padre della giovane, per il fatto
che ha diffuso una cattiva fama contro una vergine d'Israele. Ella
rimarrà sua moglie ed egli non potrà ripudiarla per tutto il tempo della
sua vita. Ma se la cosa è vera, se la giovane non è stata trovata in
stato di verginità, allora la faranno uscire all'ingresso della casa del
padre e la gente della sua città la lapiderà, così che muoia, perché ha
commesso un'infamia in Israele, disonorandosi in casa del padre. Così
toglierai il male di mezzo a te.
Quando un uomo verrà colto in fallo con una donna maritata, tutti e due
dovranno morire: l'uomo che ha peccato con la donna e la donna. Così
toglierai il male da Israele.
Quando una fanciulla vergine è fidanzata e un uomo, trovandola in città,
pecca con lei, condurrete tutti e due alla porta di quella città e li
lapiderete così che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non
ha gridato, e l'uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo.
Così toglierai il male da te. Ma se l'uomo trova per i campi la
fanciulla fidanzata e facendole violenza pecca con lei, allora dovrà
morire soltanto l'uomo che ha peccato con lei; ma non farai nulla alla
fanciulla. Nella fanciulla non c'è colpa degna di morte: come quando un
uomo assale il suo prossimo e l'uccide, così è in questo caso, perché
egli l'ha incontrata per i campi: la fanciulla fidanzata ha potuto
gridare, ma non c'era nessuno per venirle in aiuto.
Se un uomo trova una fanciulla vergine che non sia fidanzata, l'afferra
e pecca con lei e sono colti in flagrante, l'uomo che ha peccato con lei
darà al padre della fanciulla cinquanta sicli d'argento; essa sarà sua
moglie, per il fatto che egli l'ha disonorata, e non potrà ripudiarla
per tutto il tempo della sua vita.
23
Nessuno sposerà una moglie del padre, né solleverà il lembo del mantello
paterno.
Non entrerà nella comunità del Signore chi ha il membro contuso o
mutilato. Il bastardo non entrerà nella comunità del Signore; nessuno
dei suoi, neppure alla decima generazione, entrerà nella comunità del
Signore. L'Ammonita e il Moabita non entreranno nella comunità del
Signore; nessuno dei loro discendenti, neppure alla decima generazione,
entrerà nella comunità del Signore; non vi entreranno mai perché non vi
vennero incontro con il pane e con l'acqua nel vostro cammino quando
uscivate dall'Egitto e perché hanno prezzolato contro di te Balaam,
figlio di Beor, da Petor nel paese dei due fiumi, perché ti maledicesse.
Ma il Signore tuo Dio non volle ascoltare Balaam e il Signore tuo Dio
mutò per te la maledizione in benedizione, perché il Signore tuo Dio ti
ama. Non cercherai né la loro pace, né la loro prosperità, finché tu
viva, mai. Non avrai in abominio l'Idumeo, perché è tuo fratello; non
avrai in abominio l'Egiziano, perché sei stato forestiero nel suo paese;
i figli che nasceranno da loro alla terza generazione potranno entrare
nella comunità del Signore.
Quando uscirai e ti accamperai contro i tuoi nemici, guardati da ogni
cosa cattiva. Se si trova qualcuno in mezzo a te che sia immondo a causa
d'un accidente notturno, uscirà dall'accampamento e non vi entrerà;
verso sera si laverà con acqua e dopo il tramonto del sole potrà
rientrare nell'accampamento.
Avrai anche un posto fuori dell'accampamento e là andrai per i tuoi
bisogni. Nel tuo equipaggiamento avrai un piuolo, con il quale, nel
ritirarti fuori, scaverai una buca e poi ricoprirai i tuoi escrementi.
Perché il Signore tuo Dio passa in mezzo al tuo accampamento per
salvarti e per mettere i nemici in tuo potere; l'accampamento deve
essere dunque santo, perché Egli non veda in mezzo a te qualche
indecenza e ti abbandoni.
Non consegnerai al suo padrone uno schiavo che, dopo essergli fuggito,
si sarà rifugiato presso di te. Rimarrà da te nel tuo paese, nel luogo
che avrà scelto, in quella città che gli parrà meglio; non lo
molesterai.

Non vi sarà alcuna donna dedita alla prostituzione sacra tra le figlie
d'Israele, né vi sarà alcun uomo dedito alla prostituzione sacra tra i
figli d'Israele. Non porterai nella casa del Signore tuo Dio il dono di
una prostituta né il salario di un cane, qualunque voto tu abbia fatto,
poiché tutti e due sono abominio per il Signore tuo Dio.
Non farai al tuo fratello prestiti a interesse, né di denaro, né di
viveri, né di qualunque cosa che si presta a interesse. Allo straniero
potrai prestare a interesse, ma non al tuo fratello, perché il Signore
tuo Dio ti benedica in tutto ciò a cui metterai mano, nel paese di cui
stai per andare a prender possesso.
Quando avrai fatto un voto al Signore tuo Dio, non tarderai a
soddisfarlo, perché il Signore tuo Dio te ne domanderebbe certo conto e
in te vi sarebbe un peccato. Ma se ti astieni dal far voti non vi sarà
in te peccato. Manterrai la parola uscita dalle tue labbra ed eseguirai
il voto che avrai fatto volontariamente al Signore tuo Dio, ciò che la
tua bocca avrà promesso.
Se entri nella vigna del tuo prossimo, potrai mangiare uva, secondo il
tuo appetito, a sazietà, ma non potrai metterne in alcun tuo recipiente.
Se passi tra la messe del tuo prossimo, potrai coglierne spighe con la
mano, ma non mettere la falce nella messe del tuo prossimo.
24
Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi
avviene che essa non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato
in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio
e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa. Se essa, uscita
dalla casa di lui, va e diventa moglie di un altro marito e questi la
prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo consegna in
mano e la manda via dalla casa o se quest'altro marito, che l'aveva
presa per moglie, muore, il primo marito, che l'aveva rinviata, non
potrà riprenderla per moglie, dopo che essa è stata contaminata, perché
sarebbe abominio agli occhi del Signore; tu non renderai colpevole di
peccato il paese che il Signore tuo Dio sta per darti in eredità.

Quando un uomo si sarà sposato da poco, non andrà in guerra e non gli
sarà imposto alcun incarico; sarà libero per un anno di badare alla sua
casa e farà lieta la moglie che ha sposata.
Nessuno prenderà in pegno né le due pietre della macina domestica né la
pietra superiore della macina, perché sarebbe come prendere in pegno la
vita.
Quando si troverà un uomo che abbia rapito qualcuno dei suoi fratelli
tra gli Israeliti, l'abbia sfruttato come schiavo o l'abbia venduto,
quel ladro sarà messo a morte; così estirperai il male da te.
In caso di lebbra bada bene di osservare diligentemente e fare quanto i
sacerdoti leviti vi insegneranno; avrete cura di fare come io ho loro
ordinato. Ricòrdati di quello che il Signore tuo Dio fece a Maria
durante il viaggio, quando uscivate dall'Egitto.
Quando presterai qualsiasi cosa al tuo prossimo, non entrerai in casa
sua per prendere il suo pegno; te ne starai fuori e l'uomo a cui avrai
fatto il prestito ti porterà fuori il pegno. Se quell'uomo è povero, non
andrai a dormire con il suo pegno. Dovrai assolutamente restituirgli il
pegno al tramonto del sole, perché egli possa dormire con il suo
mantello e benedirti; questo ti sarà contato come una cosa giusta agli
occhi del Signore tuo Dio.
Non defrauderai il salariato povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi
fratelli o uno dei forestieri che stanno nel tuo paese, nelle tue città;
gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole,
perché egli è povero e vi volge il desiderio; così egli non griderà
contro di te al Signore e tu non sarai in peccato.
Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si
metteranno a morte i figli per una colpa dei padri; ognuno sarà messo a
morte per il proprio peccato.
Non lederai il diritto dello straniero e dell'orfano e non prenderai in
pegno la veste della vedova, ma ti ricorderai che sei stato schiavo in
Egitto e che di là ti ha liberato il Signore tuo Dio; perciò ti comando
di fare questa cosa.
Quando, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche
mannello, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per il forestiero, per
l'orfano e per la vedova, perché il Signore tuo Dio ti benedica in ogni
lavoro delle tue mani. Quando bacchierai i tuoi ulivi, non tornerai
indietro a ripassare i rami: saranno per il forestiero, per l'orfano e
per la vedova. Quando vendemmierai la tua vigna, non tornerai indietro a
racimolare: sarà per il forestiero, per l'orfano e per la vedova. Ti
ricorderai che sei stato schiavo nel paese d'Egitto; perciò ti comando
di fare questa cosa.
25
Quando sorgerà una lite fra alcuni uomini e verranno in giudizio, i
giudici che sentenzieranno, assolveranno l'innocente e condanneranno il
colpevole. Se il colpevole avrà meritato di essere fustigato, il giudice
lo farà stendere per terra e fustigare in sua presenza, con un numero di
colpi proporzionati alla gravità della sua colpa. Gli farà dare non più
di quaranta colpi, perché, aggiungendo altre battiture a queste, la
punizione non risulti troppo grave e il tuo fratello resti infamato ai
tuoi occhi.
Non metterai la museruola al bue, mentre sta trebbiando.
Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare
figli, la moglie del defunto non si mariterà fuori, con un forestiero;
il suo cognato verrà da lei e se la prenderà in moglie, compiendo così
verso di lei il dovere del cognato; il primogenito che essa metterà al
mondo, andrà sotto il nome del fratello morto perché il nome di questo
non si estingua in Israele.

Ma se quell'uomo non ha piacere di prendere la cognata, essa salirà alla
porta degli anziani e dirà: Mio cognato rifiuta di assicurare in Israele
il nome del fratello; non acconsente a compiere verso di me il dovere
del cognato. Allora gli anziani della sua città lo chiameranno e gli
parleranno; se egli persiste e dice: Non ho piacere di prenderla, allora
sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli toglierà il
sandalo dal piede, gli sputerà in faccia e prendendo la parola dirà:
Così sarà fatto all'uomo che non vuole ricostruire la famiglia del
fratello. La famiglia di lui sarà chiamata in Israele la famiglia dello
scalzato.
Se alcuni verranno a contesa fra di loro e la moglie dell'uno si
avvicinerà per liberare il marito dalle mani di chi lo percuote e
stenderà la mano per afferrare costui nelle parti vergognose, tu le
taglierai la mano e l'occhio tuo non dovrà averne compassione.
Non avrai nel tuo sacco due pesi diversi, uno grande e uno piccolo. Non
avrai in casa due tipi di efa, una grande e una piccola. Terrai un peso
completo e giusto, terrai un'efa completa e giusta, perché tu possa aver
lunga vita nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti. Poiché
chiunque compie tali cose, chiunque commette ingiustizia è in abominio
al Signore tuo Dio.
Ricordati di ciò che ti ha fatto Amalek lungo il cammino quando uscivate
dall'Egitto: come ti assalì lungo il cammino e aggredì nella tua
carovana tutti i più deboli della retroguardia, mentre tu eri stanco e
sfinito, e non ebbe alcun timor di Dio. Quando dunque il Signore tuo Dio
ti avrà assicurato tranquillità, liberandoti da tutti i tuoi nemici
all'intorno nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti in eredità,
cancellerai la memoria di Amalek sotto al cielo: non dimenticare!
26
Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio ti darà in eredità
e lo possiederai e là ti sarai stabilito, prenderai le primizie di tutti
i frutti del suolo da te raccolti nel paese che il Signore tuo Dio ti
darà, le metterai in una cesta e andrai al luogo che il Signore tuo Dio
avrà scelto per stabilirvi il suo nome. Ti presenterai al sacerdote in
carica in quei giorni e gli dirai: Io dichiaro oggi al Signore tuo Dio
che sono entrato nel paese che il Signore ha giurato ai nostri padri di
darci. Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà
davanti all'altare del Signore tuo Dio e tu pronuncerai queste parole
davanti al Signore tuo Dio: Mio padre era un Arameo errante; scese in
Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una
nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci
umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore,
al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la
nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il
Signore ci fece uscire dall'Egitto con mano potente e con braccio teso,
spargendo terrore e operando segni e prodigi, e ci condusse in questo
luogo e ci diede questo paese, dove scorre latte e miele. Ora, ecco, io
presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato.
Le deporrai davanti al Signore tuo Dio e ti prostrerai davanti al
Signore tuo Dio; gioirai, con il levita e con il forestiero che sarà in
mezzo a te, di tutto il bene che il Signore tuo Dio avrà dato a te e
alla tua famiglia.
Quando avrai finito di prelevare tutte le decime delle tue entrate, il
terzo anno, l'anno delle decime, e le avrai date al levita, al
forestiero, all'orfano e alla vedova perché ne mangino nelle tue città e
ne siano sazi, dirai dinanzi al Signore tuo Dio: Ho tolto dalla mia casa
ciò che era consacrato e l'ho dato al levita, al forestiero, all'orfano
e alla vedova secondo quanto mi hai ordinato; non ho trasgredito, né
dimenticato alcuno dei tuoi comandi. Non ne ho mangiato durante il mio
lutto; non ne ho tolto nulla quando ero immondo e non ne ho dato nulla
per un cadavere; ho obbedito alla voce del Signore mio Dio; ho agito
secondo quanto mi hai ordinato. Volgi lo sguardo dalla dimora della tua
santità, dal cielo, e benedici il tuo popolo d'Israele e il suolo che ci
hai dato come hai giurato ai nostri padri, il paese dove scorre latte e
miele!
Oggi il Signore tuo Dio ti comanda di mettere in pratica queste leggi e
queste norme; osservale dunque, mettile in pratica, con tutto il cuore,
con tutta l'anima. Tu hai sentito oggi il Signore dichiarare che Egli
sarà il tuo Dio, ma solo se tu camminerai per le sue vie e osserverai le
sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e obbedirai alla sua voce. Il
Signore ti ha fatto oggi dichiarare che tu sarai per lui un popolo
particolare, come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi
comandi; Egli ti metterà per gloria, rinomanza e splendore, sopra tutte
le nazioni che ha fatte e tu sarai un popolo consacrato al Signore tuo
Dio com'egli ha promesso".
27

Mosè e gli anziani d'Israele diedero quest'ordine al popolo: "Osservate
tutti i comandi che oggi vi dò. Quando avrete passato il Giordano per
entrare nel paese che il Signore vostro Dio sta per darvi, erigerai
grandi pietre e le intonacherai di calce. Scriverai su di esse tutte le
parole di questa legge, quando avrai passato il Giordano per entrare nel
paese che il Signore tuo Dio sta per darti, paese dove scorre latte e
miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto. Quando dunque
avrete passato il Giordano, erigerete sul monte Ebal queste pietre, che
oggi vi comando, e le intonacherete di calce. Là costruirai anche un
altare al Signore tuo Dio, un altare di pietre non toccate da strumento
di ferro. Costruirai l'altare del Signore tuo Dio con pietre intatte e
sopra vi offrirai olocausti al Signore tuo Dio, offrirai sacrifici di
comunione e là mangerai e ti gioirai davanti al Signore tuo Dio.
Scriverai su quelle pietre tutte le parole di questa legge con scrittura
ben chiara".
Mosè e i sacerdoti leviti dissero a tutto Israele: "Fa' silenzio e
ascolta, Israele! Oggi sei divenuto il popolo del Signore tuo Dio.
Obbedirai quindi alla voce del Signore tuo Dio e metterai in pratica i
suoi comandi e le sue leggi che oggi ti do". In quello stesso giorno
Mosè diede quest'ordine al popolo: "Quando avrete passato il Giordano,
ecco quelli che staranno sul monte Garizim per benedire il popolo:
Simeone, Levi, Giuda, Ìssacar, Giuseppe e Beniamino; ecco quelli che
staranno sul monte Ebal, per pronunciare la maledizione: Ruben, Gad,
Aser, Zàbulon, Dan e Nèftali. I leviti prenderanno la parola e diranno
ad alta voce a tutti gli Israeliti:
Maledetto l'uomo che fa un'immagine scolpita o di metallo fuso, abominio
per il Signore, lavoro di mano d'artefice, e la pone in luogo occulto!
Tutto il popolo risponderà e dirà: Amen.
Maledetto chi maltratta il padre e la madre! Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo! Tutto il popolo dirà:
Amen.
Maledetto chi fa smarrire il cammino al cieco! Tutto il popolo dirà:
Amen.
Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell'orfano e della
vedova! Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi si unisce con la moglie del padre, perché solleva il lembo
del mantello del padre! Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi si unisce con qualsiasi bestia! Tutto il popolo dirà:
Amen.
Maledetto chi si unisce con la propria sorella, figlia di suo padre o
figlia di sua madre! Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi si unisce con la suocera! Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi uccide il suo prossimo in segreto! Tutto il popolo dirà:
Amen.
Maledetto chi accetta un regalo per condannare a morte un innocente!
Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi non mantiene in vigore le parole di questa legge, per
metterla in pratica! Tutto il popolo dirà: Amen.
28

Se tu obbedirai fedelmente alla voce del Signore tuo Dio, preoccupandoti
di mettere in pratica tutti i suoi comandi che io ti prescrivo, il
Signore tuo Dio ti metterà sopra tutte le nazioni della terra; perché tu
avrai ascoltato la voce del Signore tuo Dio, verranno su di te e ti
raggiungeranno tutte queste benedizioni: Sarai benedetto nella città e
benedetto nella campagna. Benedetto sarà il frutto del tuo seno, il
frutto del tuo suolo e il frutto del tuo bestiame; benedetti i parti
delle tue vacche e i nati delle tue pecore. Benedette saranno la tua
cesta e la tua madia. Sarai benedetto quando entri e benedetto quando
esci. Il Signore lascerà sconfiggere davanti a te i tuoi nemici, che
insorgeranno contro di te: per una sola via verranno contro di te e per
sette vie fuggiranno davanti a te. Il Signore ordinerà alla benedizione
di essere con te nei tuoi granai e in tutto ciò a cui metterai mano; ti
benedirà nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti. Il Signore ti
renderà popolo a lui consacrato, come ti ha giurato, se osserverai i
comandi del Signore tuo Dio e se camminerai per le sue vie; tutti i
popoli della terra vedranno che porti il nome del Signore e ti
temeranno. Il Signore tuo Dio ti concederà abbondanza di beni, quanto al
frutto del tuo grembo, al frutto del tuo bestiame e al frutto del tuo
suolo, nel paese che il Signore ha giurato ai tuoi padri di darti. Il
Signore aprirà per te il suo benefico tesoro, il cielo, per dare alla
tua terra la pioggia a suo tempo e per benedire tutto il lavoro delle
tue mani; così presterai a molte nazioni, mentre tu non domanderai
prestiti. Il Signore ti metterà in testa e non in coda e sarai sempre in
alto e mai in basso, se obbedirai ai comandi del Signore tuo Dio, che
oggi io ti prescrivo, perché tu li osservi e li metta in pratica, e se
non devierai né a destra né a sinistra da alcuna delle cose che oggi vi
comando, per seguire altri dèi e servirli.
Ma se non obbedirai alla voce del Signore tuo Dio, se non cercherai di
eseguire tutti i suoi comandi e tutte le sue leggi che oggi io ti
prescrivo, verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste
maledizioni: sarai maledetto nella città e maledetto nella campagna.
Maledette saranno la tua cesta e la tua madia. Maledetto sarà il frutto
del tuo seno e il frutto del tuo suolo; maledetti i parti delle tue
vacche e i nati delle tue pecore. Maledetto sarai quando entri e
maledetto quando esci. Il Signore lancerà contro di te la maledizione,
la costernazione e la minaccia in ogni lavoro a cui metterai mano,
finché tu sia distrutto e perisca rapidamente a causa delle tue azioni
malvage per avermi abbandonato. Il Signore ti farà attaccare la peste,
finché essa non ti abbia eliminato dal paese, di cui stai per entrare a
prender possesso.

Il Signore ti colpirà con la consunzione, con la
febbre, con l'infiammazione, con l'arsura, con la siccità, il carbonchio
e la ruggine, che ti perseguiteranno finché tu non sia perito. Il cielo
sarà di rame sopra il tuo capo e la terra sotto di te sarà di ferro. Il
Signore darà come pioggia al tuo paese sabbia e polvere, che scenderanno
dal cielo su di te finché tu sia distrutto. Il Signore ti farà
sconfiggere dai tuoi nemici: per una sola via andrai contro di loro e
per sette vie fuggirai davanti a loro; diventerai oggetto di orrore per
tutti i regni della terra. Il tuo cadavere diventerà pasto di tutti gli
uccelli del cielo e delle bestie selvatiche e nessuno li scaccerà. Il
Signore ti colpirà con le ulcere d'Egitto, con bubboni, scabbia e
prurigine, da cui non potrai guarire. Il Signore ti colpirà di delirio,
di cecità e di pazzia, così che andrai brancolando in pieno giorno come
il cieco brancola nel buio. Non riuscirai nelle tue imprese, sarai ogni
giorno oppresso e spogliato e nessuno ti aiuterà. Ti fidanzerai con una
donna, un altro la praticherà; costruirai una casa, ma non vi abiterai;
pianterai una vigna e non ne potrai cogliere i primi frutti. Il tuo bue
sarà ammazzato sotto i tuoi occhi e tu non ne mangerai; il tuo asino ti
sarà portato via in tua presenza e non tornerà più a te; il tuo gregge
sarà dato ai tuoi nemici e nessuno ti aiuterà. I tuoi figli e le tue
figlie saranno consegnati a un popolo straniero, mentre i tuoi occhi
vedranno e languiranno di pianto per loro ogni giorno, ma niente potrà
fare la tua mano. Un popolo, che tu non conosci, mangerà il frutto della
tua terra e di tutta la tua fatica; sarai oppresso e schiacciato ogni
giorno; diventerai pazzo per ciò che i tuoi occhi dovranno vedere. Il
Signore ti colpirà alle ginocchia e alle cosce con una ulcera maligna,
della quale non potrai guarire; ti colpirà dalla pianta dei piedi alla
sommità del capo. Il Signore deporterà te e il re, che ti sarai
costituito, in una nazione che né tu né i padri tuoi avete conosciuto;
là servirai dèi stranieri, dèi di legno e di pietra; diventerai oggetto
di stupore, di motteggio e di scherno per tutti i popoli fra i quali il
Signore ti avrà condotto.
Porterai molta semente al campo e raccoglierai poco, perché la locusta
la divorerà. Pianterai vigne e le coltiverai, ma non berrai vino né
coglierai uva, perché il verme le roderà. Avrai oliveti in tutto il tuo
territorio, ma non ti ungerai di olio, perché le tue olive cadranno
immature. Genererai figli e figlie, ma non saranno tuoi, perché andranno
in prigionia. Tutti i tuoi alberi e il frutto del tuo suolo saranno
preda di un esercito d'insetti. Il forestiero che sarà in mezzo a te si
innalzerà sempre più sopra di te e tu scenderai sempre più in basso.
Egli presterà a te e tu non presterai a lui; egli sarà in testa e tu in
coda. Tutte queste maledizioni verranno su di te, ti perseguiteranno e
ti raggiungeranno, finché tu sia distrutto, perché non avrai obbedito
alla voce del Signore tuo Dio, osservando i comandi e le leggi che egli
ti ha dato. Esse per te e per la tua discendenza saranno sempre un segno
e un prodigio.
Poiché non avrai servito il Signore tuo Dio con gioia e di buon cuore in
mezzo all'abbondanza di ogni cosa, servirai i tuoi nemici, che il
Signore manderà contro di te, in mezzo alla fame, alla sete, alla nudità
e alla mancanza di ogni cosa; essi ti metteranno un giogo di ferro sul
collo, finché ti abbiano distrutto.

Il Signore solleverà contro di te da lontano, dalle estremità della
terra, una nazione che si slancia a volo come aquila: una nazione della
quale non capirai la lingua, una nazione dall'aspetto feroce, che non
avrà riguardo al vecchio né avrà compassione del fanciullo; che mangerà
il frutto del tuo bestiame e il frutto del tuo suolo, finché tu sia
distrutto, e non ti lascerà alcun residuo di frumento, di mosto, di
olio, dei parti delle tue vacche e dei nati delle tue pecore, finché ti
avrà fatto perire. Ti assedierà in tutte le tue città, finché in tutto
il tuo paese cadano le mura alte e forti, nelle quali avrai riposto la
fiducia. Ti assedierà in tutte le tue città, in tutto il paese che il
Signore tuo Dio ti avrà dato. Durante l'assedio e l'angoscia alla quale
ti ridurrà il tuo nemico, mangerai il frutto delle tue viscere, le carni
dei tuoi figli e delle tue figlie, che il Signore tuo Dio ti avrà dato.
L'uomo più raffinato tra di voi e più delicato guarderà di malocchio il
suo fratello e la sua stessa sposa e il resto dei suoi figli che ancora
sopravvivono, per non dare ad alcuno di loro le carni dei suoi figli
delle quali si ciberà; perché non gli sarà rimasto più nulla durante
l'assedio e l'angoscia alla quale i nemici ti avranno ridotto entro
tutte le tue città. La donna più raffinata e delicata tra di voi, che
per delicatezza e raffinatezza non si sarebbe provata a posare in terra
la pianta del piede, guarderà di malocchio il proprio marito, il figlio
e la figlia e si ciberà di nascosto di quanto esce dai suoi fianchi e
dei bambini che deve ancora partorire, mancando di tutto durante
l'assedio e l'angoscia alla quale i nemici ti avranno ridotto entro
tutte le tue città.
Se non cercherai di eseguire tutte le parole di questa legge, scritte in
questo libro, avendo timore di questo nome glorioso e terribile del
Signore tuo Dio, allora il Signore colpirà te e i tuoi discendenti con
flagelli prodigiosi: flagelli grandi e duraturi, malattie maligne e
ostinate. Farà tornare su di te le infermità dell'Egitto, delle quali tu
avevi paura, e si attaccheranno a te. Anche ogni altra malattia e ogni
flagello, che non sta scritto nel libro di questa legge, il Signore
manderà contro di te, finché tu non sia distrutto. Voi rimarrete in
pochi uomini, dopo essere stati numerosi come le stelle del cielo,
perché non avrai obbedito alla voce del Signore tuo Dio. Come il Signore
gioiva a vostro riguardo nel beneficarvi e moltiplicarvi, così il
Signore gioirà a vostro riguardo nel farvi perire e distruggervi; sarete
strappati dal suolo, che vai a prendere in possesso. Il Signore ti
disperderà fra tutti i popoli, da un'estremità fino all'altra; là
servirai altri dèi, che né tu, né i tuoi padri avete conosciuti, dèi di
legno e di pietra. Fra quelle nazioni non troverai sollievo e non vi
sarà luogo di riposo per la pianta dei tuoi piedi; là il Signore ti darà
un cuore trepidante, languore di occhi e angoscia di anima. La tua vita
ti sarà dinanzi come sospesa a un filo; temerai notte e giorno e non
sarai sicuro della tua vita. Alla mattina dirai: Se fosse sera! e alla
sera dirai: Se fosse mattina!, a causa del timore che ti agiterà il
cuore e delle cose che i tuoi occhi vedranno. Il Signore ti farà tornare
in Egitto, per mezzo di navi, per una via della quale ti ho detto: Non
dovrete più rivederla! e là vi metterete in vendita ai vostri nemici
come schiavi e schiave, ma nessuno vi acquisterà".
Queste sono le parole dell'alleanza che il Signore ordinò a Mosè di
stabilire con gli Israeliti nel paese di Moab, oltre l'alleanza che
aveva stabilito con loro sull'Oreb.
29
Mosè convocò tutto Israele e disse loro: "Voi avete visto quanto il
Signore ha fatto sotto i vostri occhi, nel paese d'Egitto, al faraone, a
tutti i suoi ministri e a tutto il suo paese; le prove grandiose che i
tuoi occhi hanno visto, i segni e i grandi prodigi. Ma fino ad oggi il
Signore non vi ha dato una mente per comprendere, né occhi per vedere,
né orecchi per udire. Io vi ho condotti per quarant'anni nel deserto; i
vostri mantelli non vi si sono logorati addosso e i vostri sandali non
vi si sono logorati ai piedi. Non avete mangiato pane, non avete bevuto
vino, né bevanda inebriante, perché sapevate che io sono il Signore
vostro Dio. Quando foste arrivati in questo luogo e Sicon re di Chesbon
e Og re di Basan uscirono contro di noi per combattere, noi li abbiamo
sconfitti, abbiamo preso il loro paese e l'abbiamo dato in possesso ai
Rubeniti, ai Gaditi e a metà della tribù di Manàsse.
Osservate dunque le parole di questa alleanza e mettetela in pratica,
perché abbiate successo in quanto farete.
Oggi voi state tutti davanti al Signore vostro Dio, i vostri capi, le
vostre tribù, i vostri anziani, i vostri scribi, tutti gli Israeliti, i
vostri bambini, le vostre mogli, il forestiero che sta in mezzo al tuo
accampamento, da chi ti spacca la legna a chi ti attinge l'acqua, per
entrare nell'alleanza del Signore tuo Dio e nell'imprecazione che il
Signore tuo Dio sancisce oggi con te, per costituirti oggi suo popolo e
per essere Egli il tuo Dio, come ti ha detto e come ha giurato ai tuoi
padri, ad Abramo, ad Isacco e a Giacobbe. Non soltanto con voi io
sancisco questa alleanza e pronunzio questa imprecazione, ma con chi
oggi sta qui con noi davanti al Signore nostro Dio e con chi non è oggi
qui con noi.

Poiché voi sapete come abbiamo abitato nel paese d'Egitto e come siamo
passati in mezzo alle nazioni, che avete attraversate; avete visto i
loro abomini e gli idoli di legno, di pietra, d'argento e d'oro, che
sono presso di loro. Non vi sia tra voi uomo o donna o famiglia o tribù
che volga oggi il cuore lungi dal Signore nostro Dio, per andare a
servire gli dèi di quelle nazioni. Non vi sia tra di voi radice alcuna
che produca veleno e assenzio. Se qualcuno, udendo le parole di questa
imprecazione, si lusinga in cuor suo dicendo: Avrò benessere, anche se
mi regolerò secondo l'ostinazione del mio cuore, con il pensiero che il
terreno irrigato faccia sparire quello arido, il Signore non consentirà
a perdonarlo; anzi in tal caso la collera del Signore e la sua gelosia
si accenderanno contro quell'uomo e si poserà sopra di lui ogni
imprecazione scritta in questo libro e il Signore cancellerà il suo nome
sotto il cielo. Il Signore lo segregherà, per sua sventura, da tutte le
tribù d'Israele, secondo tutte le imprecazioni dell'alleanza scritta in
questo libro della legge.
Allora la generazione futura, i vostri figli che sorgeranno dopo di voi
e lo straniero che verrà da una terra lontana, quando vedranno i
flagelli di quel paese e le malattie che il Signore gli avrà inflitte:
tutto il suo suolo sarà zolfo, sale, arsura, non sarà seminato e non
germoglierà, né erba di sorta vi crescerà, come dopo lo sconvolgimento
di Sòdoma, di Gomorra, di Adma e di Zeboim, distrutte dalla sua collera
e dal suo furore, diranno, dunque, tutte le nazioni: Perché il Signore
ha trattato così questo paese? Perché l'ardore di questa grande collera?
E si risponderà: Perché hanno abbandonato l'alleanza del Signore, Dio
dei loro padri: l'alleanza che egli aveva stabilita con loro, quando li
ha fatti uscire dal paese d'Egitto; perché sono andati a servire altri
dèi e si sono prostrati dinanzi a loro: dèi che essi non avevano
conosciuti e che egli non aveva dato loro in sorte. Per questo si è
accesa la collera del Signore contro questo paese, mandandovi contro
tutte le imprecazioni scritte in questo libro; il Signore li ha
strappati dal loro suolo con ira, con furore e con grande sdegno e li ha
gettati in un altro paese, come oggi. Le cose occulte appartengono al
Signore nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri
figli, sempre, perché pratichiamo tutte le parole di questa legge.
30
Quando tutte queste cose che io ti ho poste dinanzi, la benedizione e la
maledizione, si saranno realizzate su di te e tu le richiamerai alla tua
mente in mezzo a tutte le nazioni, dove il Signore tuo Dio ti avrà
scacciato, se ti convertirai al Signore tuo Dio e obbedirai alla sua
voce, tu e i tuoi figli, con tutto il cuore e con tutta l'anima, secondo
quanto oggi ti comando, allora il Signore tuo Dio farà tornare i tuoi
deportati, avrà pietà di te e ti raccoglierà di nuovo da tutti i popoli,
in mezzo ai quali il Signore tuo Dio ti aveva disperso. Quand'anche i
tuoi esuli fossero all'estremità dei cieli, di là il Signore tuo Dio ti
raccoglierà e di là ti riprenderà. Il Signore tuo Dio ti ricondurrà nel
paese che i tuoi padri avevano posseduto e tu lo possiederai; Egli ti
farà felice e ti moltiplicherà più dei tuoi padri.
Il Signore tuo Dio circonciderà il tuo cuore e il cuore della tua
discendenza, perché tu ami il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con
tutta l'anima e viva. Il Signore tuo Dio farà cadere tutte queste
imprecazioni sui tuoi nemici e su quanti ti odieranno e perseguiteranno.
Tu ti convertirai, obbedirai alla voce del Signore e metterai in pratica
tutti questi comandi che oggi ti dò. Il Signore tuo Dio ti farà
sovrabbondare di beni in ogni lavoro delle tue mani, nel frutto delle
tue viscere, nel frutto del tuo bestiame e nel frutto del tuo suolo;
perché il Signore gioirà di nuovo per te facendoti felice, come gioiva
per i tuoi padri, quando obbedirai alla voce del Signore tuo Dio,
osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro
della legge; quando ti sarai convertito al Signore tuo Dio con tutto il
cuore e con tutta l'anima.

Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo
lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: Chi salirà per noi in
cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Non è di
là dal mare, perché tu dica: Chi attraverserà per noi il mare per
prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Anzi, questa parola
è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la
metta in pratica.
Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male;
poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per
le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme,
perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel
paese che tu stai per entrare a prendere in possesso. Ma se il tuo cuore
si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti
davanti ad altri dèi e a servirli, io vi dichiaro oggi che certo
perirete, che non avrete vita lunga nel paese di cui state per entrare
in possesso passando il Giordano. Prendo oggi a testimoni contro di voi
il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la
benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la
tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e
tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per
poter così abitare sulla terra che il Signore ha giurato di dare ai tuoi
padri, Abramo, Isacco e Giacobbe".
31
Mosè andò e rivolse ancora queste parole a tutto Israele. Disse loro:
"Io oggi ho centovent'anni; non posso più andare e venire; inoltre il
Signore mi ha detto: Tu non passerai questo Giordano. Il Signore tuo Dio
passerà davanti a te, distruggerà davanti a te quelle nazioni e tu
prenderai il loro posto; quanto a Giosuè, egli passerà alla tua testa,
come il Signore ha detto. Il Signore tratterà quelle nazioni come ha
trattato Sicon e Og, re degli Amorrei, e come ha trattato il loro paese,
che egli ha distrutto. Il Signore le metterà in vostro potere e voi le
tratterete secondo tutti gli ordini che vi ho dati. Siate forti, fatevi
animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore tuo Dio
cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà".

Poi Mosè chiamò Giosuè e gli disse alla presenza di tutto Israele: "Sii
forte e fatti animo, perché tu entrerai con questo popolo nel paese, che
il Signore ai loro padri giurò di darvi: tu gliene darai il possesso. Il
Signore stesso cammina davanti a te; egli sarà con te, non ti lascerà e
non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d'animo!".
Mosè scrisse questa legge e la diede ai sacerdoti figli di Levi, che
portavano l'arca dell'alleanza del Signore e a tutti gli anziani
d'Israele. Mosè diede loro quest'ordine: "Alla fine di ogni sette anni,
al tempo dell'anno del condono, alla festa delle capanne, quando tutto
Israele verrà a presentarsi davanti al Signore tuo Dio, nel luogo che
avrà scelto, leggerai questa legge davanti a tutto Israele, agli orecchi
di tutti. Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini e il forestiero
che sarà nelle tue città, perché ascoltino, imparino a temere il Signore
vostro Dio e si preoccupino di mettere in pratica tutte le parole di
questa legge. I loro figli, che ancora non la conoscono, la udranno e
impareranno a temere il Signore vostro Dio, finché vivrete nel paese di
cui voi andate a prendere possesso passando il Giordano".
Il Signore disse a Mosè: "Ecco, il giorno della tua morte è vicino;
chiama Giosuè e presentatevi nella tenda del convegno, perché io gli
comunichi i miei ordini". Mosè e Giosuè dunque andarono a presentarsi
nella tenda del convegno. Il Signore apparve nella tenda in una colonna
di nube e la colonna di nube stette all'ingresso della tenda.
Il Signore disse a Mosè: "Ecco, tu stai per addormentarti con i tuoi
padri; questo popolo si alzerà e si prostituirà con gli dèi stranieri
del paese nel quale sta per entrare; mi abbandonerà e spezzerà
l'alleanza che io ho stabilita con lui. In quel giorno, la mia ira si
accenderà contro di lui; io li abbandonerò, nasconderò loro il volto e
saranno divorati. Lo colpiranno malanni numerosi e angosciosi e in quel
giorno dirà: Questi mali non mi hanno forse colpito per il fatto che il
mio Dio non è più in mezzo a me? Io, in quel giorno, nasconderò il volto
a causa di tutto il male che avranno fatto rivolgendosi ad altri dèi.
Ora scrivete per voi questo cantico e insegnatelo agli Israeliti;
mettetelo loro in bocca, perché questo cantico mi sia di testimonio
contro gli Israeliti. Quando lo avrò introdotto nel paese che ho
promesso ai suoi padri con giuramento, paese dove scorre latte e miele,
ed egli avrà mangiato, si sarà saziato e ingrassato e poi si sarà
rivolto ad altri dèi per servirli e mi avrà disprezzato e avrà spezzato
la mia alleanza, e quando lo avranno colpito malanni numerosi e
angosciosi, allora questo canto sarà testimonio davanti a lui; poiché
non sarà dimenticato dalla sua discendenza. Sì, conosco i pensieri da
lui concepiti già oggi, prima ancora che io lo abbia introdotto nel
paese, che ho promesso con giuramento". Mosè scrisse quel giorno questo
canto e lo insegnò agli Israeliti.
Poi il Signore comunicò i suoi ordini a Giosuè, figlio di Nun, e gli
disse: "Sii forte e fatti animo, poiché tu introdurrai gli Israeliti nel
paese, che ho giurato di dar loro, e io sarò con te".
Quando Mosè ebbe finito di scrivere su un libro tutte le parole di
questa legge, ordinò ai leviti che portavano l'arca dell'alleanza del
Signore: "Prendete questo libro della legge e mettetelo a fianco
dell'arca dell'alleanza del Signore vostro Dio; vi rimanga come
testimonio contro di te; perché io conosco la tua ribellione e la
durezza della tua cervice. Se fino ad oggi, mentre vivo ancora in mezzo
a voi, siete stati ribelli contro il Signore, quanto più lo sarete dopo
la mia morte!
Radunate presso di me tutti gli anziani delle vostre tribù e i vostri
scribi; io farò udire loro queste parole e prenderò a testimoni contro
di loro il cielo e la terra. So infatti che, dopo la mia morte, voi
certo vi corromperete e vi allontanerete dalla via che vi ho detto di
seguire; la sventura vi colpirà negli ultimi giorni, perché avrete fatto
ciò che è male agli occhi del Signore, provocandolo a sdegno con l'opera
delle vostre mani". Poi Mosè pronunziò innanzi a tutta l'assemblea
d'Israele le parole di questo canto, fino al loro termine.
32

"Ascoltate, o cieli: io voglio parlare:
oda la terra le parole della mia bocca!
Stilli come pioggia la mia dottrina,
scenda come rugiada il mio dire;
come scroscio sull'erba del prato,
come spruzzo sugli steli di grano.
Voglio proclamare il nome del Signore:
date gloria al nostro Dio!
Egli è la Roccia; perfetta è l'opera sua;
tutte le sue vie sono giustizia;
è un Dio verace e senza malizia;
Egli è giusto e retto.
Peccarono contro di lui i figli degeneri,
generazione tortuosa e perversa.
Così ripaghi il Signore,
o popolo stolto e insipiente?
Non è lui il padre che ti ha creato,
che ti ha fatto e ti ha costituito?
Ricorda i giorni del tempo antico,
medita gli anni lontani.
Interroga tuo padre e te lo farà sapere,
i tuoi vecchi e te lo diranno.
Quando l'Altissimo divideva i popoli,
quando disperdeva i figli dell'uomo,
egli stabilì i confini delle genti
secondo il numero degli Israeliti.
Perché porzione del Signore è il suo popolo,
Giacobbe è sua eredità.
Egli lo trovò in terra deserta,
in una landa di ululati solitari.
Lo circondò, lo allevò,
lo custodì come pupilla del suo occhio.
Come un'aquila che veglia la sua nidiata,
che vola sopra i suoi nati,
egli spiegò le ali e lo prese,
lo sollevò sulle sue ali,
Il Signore lo guidò da solo,
non c'era con lui alcun dio straniero.
Lo fece montare sulle alture della terra
e lo nutrì con i prodotti della campagna;
gli fece succhiare miele dalla rupe
e olio dai ciottoli della roccia;
crema di mucca e latte di pecora
insieme con grasso di agnelli,
arieti di Basan e capri,
fior di farina di frumento
e sangue di uva, che bevevi spumeggiante.
Giacobbe ha mangiato e si è saziato,
- sì, ti sei ingrassato, impinguato, rimpinzato -
e ha respinto il Dio che lo aveva fatto,
ha disprezzato la Roccia, sua salvezza.
Lo hanno fatto ingelosire con dèi stranieri
e provocato con abomini all'ira.
Hanno sacrificato a demoni che non sono Dio,
a divinità che non conoscevano,
novità, venute da poco,
che i vostri padri non avevano temuto.
La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato;
hai dimenticato il Dio che ti ha procreato!
Ma il Signore ha visto e ha disdegnato
con ira i suoi figli e le sue figlie.
Ha detto: Io nasconderò loro il mio volto:
vedrò quale sarà la loro fine.
Sono una generazione perfida,
sono figli infedeli.
Mi resero geloso con ciò che non è Dio,
mi irritarono con i loro idoli vani;
io li renderò gelosi con uno che non è popolo,
li irriterò con una nazione stolta.
Un fuoco si è acceso nella mia collera
e brucerà fino nella profondità degl'inferi;
divorerà la terra e il suo prodotto
e incendierà le radici dei monti.
Accumulerò sopra di loro i malanni;
le mie frecce esaurirò contro di loro.
Saranno estenuati dalla fame,
divorati dalla febbre e da peste dolorosa.
Il dente delle belve manderò contro di essi,
con il veleno dei rettili che strisciano nella polvere.
Di fuori la spada li priverà dei figli,
dentro le case li ucciderà lo spavento.
Periranno insieme il giovane e la vergine,
il lattante e l'uomo canuto.
Io ho detto: Li voglio disperdere,
cancellarne tra gli uomini il ricordo!
se non temessi l'arroganza del nemico,
l'abbaglio dei loro avversari;
non dicano: La nostra mano ha vinto,
non è il Signore che ha operato tutto questo!
Sono un popolo insensato
e in essi non c'è intelligenza:
se fossero saggi, capirebbero,
rifletterebbero sulla loro fine:
Come può un uomo solo inseguirne mille
o due soli metterne in fuga diecimila?
Non è forse perché la loro Roccia li ha venduti,
il Signore li ha consegnati?
Perché la loro roccia non è come la nostra
e i nostri nemici ne sono testimoni.
La loro vite è dal ceppo di Sòdoma,
dalle piantagioni di Gomorra.
La loro uva è velenosa,
ha grappoli amari.
Tossico di serpenti è il loro vino,
micidiale veleno di vipere.
Non è questo nascosto presso di me,
sigillato nei miei forzieri?
Mia sarà la vendetta e il castigo,
quando vacillerà il loro piede!
Sì, vicino è il giorno della loro rovina
e il loro destino si affretta a venire.
Perché il Signore farà giustizia al suo popolo
e dei suoi servi avrà compassione;
quando vedrà che ogni forza è svanita
e non è rimasto né schiavo, né libero.
Allora dirà: Dove sono i loro dèi,
la roccia in cui cercavano rifugio;
quelli che mangiavano il grasso dei loro sacrifici,
che bevevano il vino delle loro libazioni?
Sorgano ora e vi soccorrano,
siano il riparo per voi!
Ora vedete che io, io lo sono
e nessun altro è dio accanto a me.
Sono io che dò la morte e faccio vivere;
io percuoto e io guarisco
e nessuno può liberare dalla mia mano.
Alzo la mano verso il cielo
e dico: Per la mia vita, per sempre:
quando avrò affilato la folgore della mia spada
e la mia mano inizierà il giudizio,
farò vendetta dei miei avversari,
ripagherò i miei nemici.
Inebrierò di sangue le mie frecce,
si pascerà di carne la mia spada,
del sangue dei cadaveri e dei prigionieri,
delle teste dei condottieri nemici!
Esultate, o nazioni, per il suo popolo,
perché Egli vendicherà il sangue dei suoi servi;
volgerà la vendetta contro i suoi avversari
e purificherà la sua terra e il suo popolo".
Mosè venne con Giosuè, figlio di Nun, e pronunziò agli orecchi del popolo tutte
le parole di questo canto.
Quando Mosè ebbe finito di pronunziare tutte queste parole davanti a tutto
Israele, disse loro: "Ponete nella vostra mente tutte le parole che io oggi uso
come testimonianza contro di voi. Le prescriverete ai vostri figli, perché
cerchino di eseguire tutte le parole di questa legge. Essa infatti non è una
parola senza valore per voi; anzi è la vostra vita; per questa parola passerete
lunghi giorni sulla terra di cui state per prendere possesso, passando il
Giordano".
In quello stesso giorno il Signore disse a Mosè: "Sali su questo monte degli
Abarim, sul monte Nebo, che è nel paese di Moab, di fronte a Gèrico, e mira il
paese di Canaan, che io dò in possesso agli Israeliti. Tu morirai sul monte sul
quale stai per salire e sarai riunito ai tuoi antenati, come Aronne tuo fratello
è morto sul monte Or ed è stato riunito ai suoi antenati, perché siete stati
infedeli verso di me in mezzo agli Israeliti alle acque di Mèriba di Kades nel
deserto di Sin, perché non avete manifestato la mia santità. Tu vedrai il paese
davanti a te, ma là, nel paese che io sto per dare agli Israeliti, tu non
entrerai!".
33
Ed ecco la benedizione con la quale Mosè, uomo di Dio, benedisse gli Israeliti
prima di morire. Egli disse:
"Il Signore è venuto dal Sinai,
è spuntato per loro dal Seir;
è apparso dal monte Paran,
è arrivato a Mèriba di Kades,
dal suo meridione fino alle pendici.
Certo egli ama i popoli;
tutti i suoi santi sono nelle tue mani,
mentre essi, accampati ai tuoi piedi,
ricevono le tue parole.
Una legge ci ha ordinato Mosè;
un'eredità è l'assemblea di Giacobbe.
Vi fu un re in Iesurun,
quando si radunarono i capi del popolo,
tutte insieme le tribù d'Israele.

Viva Ruben e non muoia,
benché siano pochi i suoi uomini".
Questo disse per Giuda:

"Ascolta, Signore, la voce di Giuda
e riconducilo verso il suo popolo;
la sua mano difenderà la sua causa
e tu sarai l'aiuto contro i suoi avversari".
Per Levi disse:

"Da' a Levi i tuoi Tummim
e i tuoi Urim all'uomo a te fedele,
che hai messo alla prova a Massa,
per cui hai litigato presso le acque di Mèriba;
a lui che dice del padre e della madre:
Io non li ho visti;
che non riconosce i suoi fratelli
e ignora i suoi figli.
Essi osservarono la tua parola
e custodiscono la tua alleanza;
insegnano i tuoi decreti a Giacobbe
e la tua legge a Israele;
pongono l'incenso sotto le tue narici
e un sacrificio sul tuo altare.
Benedici, Signore, il suo valore
e gradisci il lavoro delle sue mani;
colpisci al fianco i suoi aggressori
e i suoi nemici più non si rialzino".
Per Beniamino disse:

"Prediletto del Signore, Beniamino,
abita tranquillo presso di Lui;
Egli lo protegge sempre
e tra le sue braccia dimora".
Per Giuseppe disse:

"Benedetta dal Signore la sua terra!
Dalla rugiada abbia il meglio dei cieli,
e dall'abisso disteso al di sotto;
il meglio dei prodotti del sole
e il meglio di ciò che germoglia ogni luna;
la primizia dei monti antichi,
il meglio dei colli eterni
e il meglio della terra e di ciò che contiene.
Il favore di Colui che abitava nel roveto
venga sul capo di Giuseppe,
sulla testa del principe tra i suoi fratelli!
Come primogenito di toro, egli è d'aspetto maestoso
e le sue corna sono di bùfalo;
con esse cozzerà contro i popoli,
tutti insieme, sino ai confini della terra.
Tali sono le miriadi di Èfraim
e tali le migliaia di Manàsse".
Per Zàbulon disse:

"Gioisci, Zàbulon, ogni volta che parti,
e tu, Ìssacar, nelle tue tende!
Chiamiano i popoli sulla montagna,
dove offrono sacrifici legittimi,
perché succhiano le ricchezze dei mari
e i tesori nascosti nella sabbia".
Per Gad disse:

"Benedetto chi stabilisce Gad al largo!
Come una leonessa ha la sede;
sbranò un braccio e anche un cranio;
poi si scelse le primizie,
perché là era la parte riservata a un capo.
Venne alla testa del popolo
eseguì la giustizia del Signore
e i suoi decreti riguardo a Israele".
Per Dan disse:

"Dan è un giovane leone
che balza da Basan".
Per Nèftali disse:

"Nèftali è sazio di favori
e colmo delle benedizioni del Signore:
il mare e il meridione sono sua proprietà".
Per Aser disse:

"Benedetto tra i figli è Aser!
Sia il favorito tra i suoi fratelli
e tuffi il suo piede nell'olio.
Di ferro e di rame siano i tuoi catenacci
e quanto i tuoi giorni duri il tuo vigore.
Nessuno è pari al Dio di Iesurun,
che cavalca sui cieli per venirti in aiuto
e sulle nubi nella sua maestà.
Rifugio è il Dio dei tempi antichi
e quaggiù lo sono le sue braccia eterne.
Ha scacciato davanti a te il nemico
e ha intimato: Distruggi!
Israele abita tranquillo,
la fonte di Giacobbe in luogo appartato,
in terra di frumento e di mosto,
dove il cielo stilla rugiada.
Te beato, Israele! Chi è come te,
popolo salvato dal Signore?
Egli è lo scudo della tua difesa
e la spada del tuo trionfo.
I tuoi nemici vorranno adularti,
ma tu calcherai il loro dorso".
34

Poi Mosè salì dalle steppe di Moab sul monte Nebo, cima
del Pisga, che è di fronte a Gèrico. Il Signore gli mostrò tutto il
paese: Gàlaad fino a Dan, tutto Nèftali, il paese di
Efraim e di Manàsse, tutto il paese di Giuda fino al Mar Mediterraneo e
il Negheb, il distretto della valle di Gèrico, città delle palme, fino
a Zoar. Il Signore gli disse: "Questo è il paese per
il quale io ho giurato ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe: Io lo darò
alla tua discendenza. Te l'ho fatto vedere con i tuoi occhi, ma tu non
vi entrerai!".
Mosè, servo del Signore, morì in quel luogo, nel paese
di Moab, secondo l'ordine del Signore. Fu sepolto nella
valle, nel paese di Moab, di fronte a Bet-Peor; nessuno fino ad oggi ha
saputo dove sia la sua tomba. Mosè aveva centoventi anni
quando morì; gli occhi non gli si erano spenti e il vigore non gli era
venuto meno. Gli Israeliti lo piansero nelle steppe di Moab
per trenta giorni; dopo, furono compiuti i giorni di pianto per il lutto
di Mosè. Giosuè, figlio di Nun, era pieno dello spirito di
saggezza, perché Mosè aveva imposto le mani su di lui; gli Israeliti
gli obbedirono e fecero quello che il Signore aveva comandato a Mosè.
Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè - lui
con il quale il Signore parlava faccia a faccia - per tutti
i segni e prodigi che il Signore lo aveva mandato a compiere nel paese
di Egitto, contro il faraone, contro i suoi ministri e contro tutto il
suo paese, e per la mano potente e il terrore grande con
cui Mosè aveva operato davanti agli occhi di tutto Israele.

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